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E-COMMERCE & VINO. LA FRANCIA SEMPRE AVANTI

Difficile per l’Italia fare le cose che fa la Francia in ambito agroalimentare, il vino in particolare, e anche l’Uk e gli Usa, in termini di commercio online, strumenti.

 

Difficile per l’Italia fare le cose che fa la Francia in ambito agroalimentare, il vino in particolare, e anche l’Uk e gli Usa, in termini di commercio online, strumenti e servizi, accessibilità e sconti, trasporti e consegne regolai, assicurate, attente e con la garanzia di pagamenti anticipati certi e affidabili.
Un insieme di fattori che – per il vino e soprattutto per lo Champagne – contribuiscono a far crescere annualmente sempre più volumi e fatturati da parte di imprese vinicole e portali dedicati al vino francese.
Certamente solo etichette di Francia spedite in tutto il mondo.
Piattaforme ad hoc dedicate e servite forse meglio di Amazon.
Italia ancora molto indietro.
Seppur dal 2009 al 2015 i volumi di vendita di vini francesi per vie tradizionali sono sempre in calo, quelli dell’e-commerce hanno continuato a crescere.
Oggi quasi il 10% del vino francese venduto prende il canale online, quasi uguale a quello della vendita diretta che oramai tocca il 16% del totale prodotto.
Insieme fatturano quasi 3 miliardi di euro nel 2016, di cui 1,4 per il solo online. Anche i prezzi online spesso sono molto concorrenziali – dicono alcuni esperti – al punto che è facile poter avere direttamente a casa una grande bottiglia di Bordeaux o di Champagne con solo il 7-9% in più del prezzo franco cantina.
Il binomio servizio-prezzo sta condizionando il mercato del vino. E l’Italia?